author: Conigliolo @ 20:07
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300
Scheda tecnica di Bunny G.Fava Stiappona
Premessa:
Il film si ispira a reali vicende storiche: nel 480 a.c. 300 spartani,capeggiati dal re Leonida, fronteggiano al passo delle Termopili un esercito di forse 200.000 uomini del re persiano Serse, rallentandoli e scuotendo le coscienze del resto delle polis greche quel tanto che bastò per farli successivamente sconfiggere e impedirne l'invasione della penisola.
Alcuni storici dicono che l'impresa degli spartani fu possibile perchè i nemici, guidati da generali dei carabinieri, furono fatti combattere in una stretta gola, con il sole in faccia, il vento a sfavore, in tenuta da neve e con gli scudi di tela cerata. Gli spartani, dopo averne ammazzati 40.000, morirono di un'epidemia di varicella.
Altri (Max Bunker), sostengono invece che Leonida fosse un ciccione cagasotto che appena vide i soldati asiatici scappò a perdifiato, ma rimase incastrato con l'enorme culone nella stretta gola, ed ebbe le chiappe tempestate di frecce finchè non ostruì completamente l'accesso al passo alle truppe nemiche.
Trama:
Un bimbetto, educato a menarsi con i suoi coetanei fin dalla tenera età, per apprendere le arti del combattimento, come è uso nella rigida educazione marziale della sua città, anni dopo riceve il battesimo del fuoco abbattendo un lupo di Chernobil durante una tempesta di feta, così comune nella Grecia meridionale.
Diventerà il re Leonida, che all'inizio della storia accoglie una delegazione di emissari di re Serse: il colorito manipolo di ambasciatori, comprendente un negro pieno di piercing e quattro tizi in costume da pierrot, ma più pacchiano, vanno subito lì a fare i bulli e a pretendere aria e terra, e magari una fettina di culo, che si capisce subito che aria tira in Persia.
Ma Leonida, senza por tempo in mezzo, prima li fa insolentire un pò dalla moglie, prendendo in giro quei cazzo di musulmani con un millennio di anticipo, poi li scatafonda in un pozzo che potrebbe contenere la Morte Nera.
Indi va in cima ad una montagna, per chiedere consiglio a cinque vecchi sporcaccioni, a cui tra l'altro una sciacquata di Topexan alla mattina farebbe un gran bene.
Costoro, in combutta con Terrone, il diplomatico della città di chiare origini meridionali, dopo un rito basato nel drogare una modella anoressica per limonarsela, proibiscono al sovrano la partenza per la guerra.
Ma Leonida va dove lo porta il cuore, e dopo una notte passata a far inturgidire i capezzoli alla regina Gorgo, discendente da una famiglia di idraulici, la mattina successiva raduna i 300 soldati spartani più somiglianti ai ragazzi della Compagnia delle Indie, e li arringa:-"Spartani, le armate di Serse ci attendono:preparatevi alla gloria!"
E i valorosi, in coro:-"Gloria! Manchi tu nell'aria! Manchi ad una mano che lavora piano!"
Poi partono, in mezzo ai campi di grano e allo stemma del Mulino Bianco in alto a destra.
Arrivano così al terreno predisposto per lo scontro, il passo dele Termopili, una gola in mezzo a due alti speroni rocciosi ,adiacente al braccio di mare dove staziona la flotta di Serse.
Quella sera una tempesta flagella la costa e fa affondare un sacco di navi, i cui equipaggi muoiono inesorabilmente portati a fondo dal peso dei piercing.
Ma il giorno dopo la battaglia inizia, e i 300 guerrieri di Sparta, aiutati solo da un' altro contingente di greci equivoci bardati da un'imbragatura di cuoio, sostengono il primo urto della battaglia, facendo salsetta dei primi nemici.
Seguono scene di arroganza e machismo tipicamente spartani, come la gara a chi ha il pennacchio più lungo, e barzellette da caserma, cioè ci sono un persiano, un ateniese e uno spartano ecc...ecc...
Gli asiatici mandano allora le armi segrete, tipo gli elefanti e un robo enorme che sembra un rinoceronte ma in realtà deve essere un antenato del leghista Boso, prima che la specie avesse un'involuzione morale ed intellettuale.
Tutto inutile: i pachidermi finiscono in mare e il protoBoso viene abbattuto prima ancora che riesca a dire "federalismo".
E' il turno poi dei figuranti del carnevale di Venezia armati di bombe a mano (fu dai persiani che i cinesi presero la polvere da sparo e le stelle filanti), ma anche le controfigure sovversive di arlecchino non riescono minimamente a fare breccia.
Ad un certo punto si scomoda Serse in persona, per trattare con Leonida.
Arrivato al rendez-vous con la sua sobria utilitaria, molto meno appariscente di una qualsiasi GTI16V odierna, e da cui Bokassa,tanti secoli più tardi, trarrà più di uno spunto per la propria incoronazione, il potentissimo persiano, imperatore della Persia, conquistatore di immense distese asiatiche, vincitore della gara delle schiacciate nel campionato mesopotamico, vocalist e animatore del Mucho Macho di Ninive e collezionista di piercing,propone al rivale condizioni vantaggiosissime per la resa, anche in comode rate mensili.
Pretende però che quest'ultimo si inchini a lui, riconoscendolo come dio-re, e cercando, in modo piuttosto infingardo, di buttarglielo nel culo nel mentre che lui si è girato a pensarci.
Ma Leonida è irremovibile:-"Mi dispiace, ma il papa non approverebbe, nè l'una nè l'altra cosa. Niente di personale, ma attaccati a 'sta minchia. Scherzavo, era in senso metaforico."
Così il giorno dopo Serse gli scaglia contro la sua guardia personale, gli Immortali, cioè dei lazzaroni vestiti da ninja con la maschera tipo quella della tragedia che trovate in teatro ai lati del sipario.
In mezzo a loro c'è Sloth dei Goonies.
Anche loro fanno una brutta fine.
Gli spartani sono caricatissimi: ormai si abbandonano a gesti sprezzanti di derisione nei confronti del nemico, come fare davanti a questi il gesto di aprire e chiudere le imposte, e dando fuoco ad una copia originale di Prince of Persia per Playstation.
Anche il re greco inizia a sperare nella vittoria, anche se teme ancora molto un lancio di gatti o di tappeti.
Purtroppo però uno spartano, scartato dalla pugna perchè deforme ed incapace di maneggiare adeguatamente uno scudo, per vendicarsi va da Serse, a bordo del suo kangoo, e, abbacinato dalle fighe strepitose dell'entourage, e dai loro piercing nei posti più impensabili, decide di tradire i compatrioti, svelando la pista segreta da motocross che conduce alla sommità del passo.
Nel frattempo, a Sparta, la regina Gorgo, per riuscire a convingere il consiglio cittadino a fare intervenire l'intero esercito nella guerra, giunge a compromessi con Terrone, tenendo fede al proprio nome, e guadagnandosi anche quello di Mulinello e di Risucchio.
Alle termopili è ormai giunta l'ora dell'estremo sacrificio:i 300 sono accerchiati e sovrastati dagli arcieri asiatici.
Leonida galvanizza i suoi:-"Spartani, preparate la colazione e mangiate in abbondanza, perchè stasera ceneremo nell'Ade!"
Gli Spartani uralano di gioia, perchè questo vuol dire quasi sicuramente che ci scappa un bel pranzo in trattoria.
Arriva a fronteggiarli ancora una volta Serse, e un emissario propone l'estrema offerta di resa, che sulle prime l'avversario sembra accettare inginocchiandosi;poi però improvvisamente impugna la lancia e al grido liberatorio di "VAFFANCULO, A ME PIACCIONO I TATUAGGI!", la scaglia contro il re persiano, strappandogli un piercing dalla faccia.
Questo è troppo. Segue l'inevitabile massacro dei valorosi achei.
Un anno dopo, 10.000 spartani assieme ad altri 30.000 greci, sconfissero l'esercito asiatico, che da quel giorno si convertì all'hennè.
Scheda tecnica di Bunny G.Fava Stiappona
Premessa:
Il film si ispira a reali vicende storiche: nel 480 a.c. 300 spartani,capeggiati dal re Leonida, fronteggiano al passo delle Termopili un esercito di forse 200.000 uomini del re persiano Serse, rallentandoli e scuotendo le coscienze del resto delle polis greche quel tanto che bastò per farli successivamente sconfiggere e impedirne l'invasione della penisola.
Alcuni storici dicono che l'impresa degli spartani fu possibile perchè i nemici, guidati da generali dei carabinieri, furono fatti combattere in una stretta gola, con il sole in faccia, il vento a sfavore, in tenuta da neve e con gli scudi di tela cerata. Gli spartani, dopo averne ammazzati 40.000, morirono di un'epidemia di varicella.
Altri (Max Bunker), sostengono invece che Leonida fosse un ciccione cagasotto che appena vide i soldati asiatici scappò a perdifiato, ma rimase incastrato con l'enorme culone nella stretta gola, ed ebbe le chiappe tempestate di frecce finchè non ostruì completamente l'accesso al passo alle truppe nemiche.
Trama:
Un bimbetto, educato a menarsi con i suoi coetanei fin dalla tenera età, per apprendere le arti del combattimento, come è uso nella rigida educazione marziale della sua città, anni dopo riceve il battesimo del fuoco abbattendo un lupo di Chernobil durante una tempesta di feta, così comune nella Grecia meridionale.
Diventerà il re Leonida, che all'inizio della storia accoglie una delegazione di emissari di re Serse: il colorito manipolo di ambasciatori, comprendente un negro pieno di piercing e quattro tizi in costume da pierrot, ma più pacchiano, vanno subito lì a fare i bulli e a pretendere aria e terra, e magari una fettina di culo, che si capisce subito che aria tira in Persia.
Ma Leonida, senza por tempo in mezzo, prima li fa insolentire un pò dalla moglie, prendendo in giro quei cazzo di musulmani con un millennio di anticipo, poi li scatafonda in un pozzo che potrebbe contenere la Morte Nera.
Indi va in cima ad una montagna, per chiedere consiglio a cinque vecchi sporcaccioni, a cui tra l'altro una sciacquata di Topexan alla mattina farebbe un gran bene.
Costoro, in combutta con Terrone, il diplomatico della città di chiare origini meridionali, dopo un rito basato nel drogare una modella anoressica per limonarsela, proibiscono al sovrano la partenza per la guerra.
Ma Leonida va dove lo porta il cuore, e dopo una notte passata a far inturgidire i capezzoli alla regina Gorgo, discendente da una famiglia di idraulici, la mattina successiva raduna i 300 soldati spartani più somiglianti ai ragazzi della Compagnia delle Indie, e li arringa:-"Spartani, le armate di Serse ci attendono:preparatevi alla gloria!"
E i valorosi, in coro:-"Gloria! Manchi tu nell'aria! Manchi ad una mano che lavora piano!"
Poi partono, in mezzo ai campi di grano e allo stemma del Mulino Bianco in alto a destra.
Arrivano così al terreno predisposto per lo scontro, il passo dele Termopili, una gola in mezzo a due alti speroni rocciosi ,adiacente al braccio di mare dove staziona la flotta di Serse.
Quella sera una tempesta flagella la costa e fa affondare un sacco di navi, i cui equipaggi muoiono inesorabilmente portati a fondo dal peso dei piercing.
Ma il giorno dopo la battaglia inizia, e i 300 guerrieri di Sparta, aiutati solo da un' altro contingente di greci equivoci bardati da un'imbragatura di cuoio, sostengono il primo urto della battaglia, facendo salsetta dei primi nemici.
Seguono scene di arroganza e machismo tipicamente spartani, come la gara a chi ha il pennacchio più lungo, e barzellette da caserma, cioè ci sono un persiano, un ateniese e uno spartano ecc...ecc...
Gli asiatici mandano allora le armi segrete, tipo gli elefanti e un robo enorme che sembra un rinoceronte ma in realtà deve essere un antenato del leghista Boso, prima che la specie avesse un'involuzione morale ed intellettuale.
Tutto inutile: i pachidermi finiscono in mare e il protoBoso viene abbattuto prima ancora che riesca a dire "federalismo".
E' il turno poi dei figuranti del carnevale di Venezia armati di bombe a mano (fu dai persiani che i cinesi presero la polvere da sparo e le stelle filanti), ma anche le controfigure sovversive di arlecchino non riescono minimamente a fare breccia.
Ad un certo punto si scomoda Serse in persona, per trattare con Leonida.
Arrivato al rendez-vous con la sua sobria utilitaria, molto meno appariscente di una qualsiasi GTI16V odierna, e da cui Bokassa,tanti secoli più tardi, trarrà più di uno spunto per la propria incoronazione, il potentissimo persiano, imperatore della Persia, conquistatore di immense distese asiatiche, vincitore della gara delle schiacciate nel campionato mesopotamico, vocalist e animatore del Mucho Macho di Ninive e collezionista di piercing,propone al rivale condizioni vantaggiosissime per la resa, anche in comode rate mensili.
Pretende però che quest'ultimo si inchini a lui, riconoscendolo come dio-re, e cercando, in modo piuttosto infingardo, di buttarglielo nel culo nel mentre che lui si è girato a pensarci.
Ma Leonida è irremovibile:-"Mi dispiace, ma il papa non approverebbe, nè l'una nè l'altra cosa. Niente di personale, ma attaccati a 'sta minchia. Scherzavo, era in senso metaforico."
Così il giorno dopo Serse gli scaglia contro la sua guardia personale, gli Immortali, cioè dei lazzaroni vestiti da ninja con la maschera tipo quella della tragedia che trovate in teatro ai lati del sipario.
In mezzo a loro c'è Sloth dei Goonies.
Anche loro fanno una brutta fine.
Gli spartani sono caricatissimi: ormai si abbandonano a gesti sprezzanti di derisione nei confronti del nemico, come fare davanti a questi il gesto di aprire e chiudere le imposte, e dando fuoco ad una copia originale di Prince of Persia per Playstation.
Anche il re greco inizia a sperare nella vittoria, anche se teme ancora molto un lancio di gatti o di tappeti.
Purtroppo però uno spartano, scartato dalla pugna perchè deforme ed incapace di maneggiare adeguatamente uno scudo, per vendicarsi va da Serse, a bordo del suo kangoo, e, abbacinato dalle fighe strepitose dell'entourage, e dai loro piercing nei posti più impensabili, decide di tradire i compatrioti, svelando la pista segreta da motocross che conduce alla sommità del passo.
Nel frattempo, a Sparta, la regina Gorgo, per riuscire a convingere il consiglio cittadino a fare intervenire l'intero esercito nella guerra, giunge a compromessi con Terrone, tenendo fede al proprio nome, e guadagnandosi anche quello di Mulinello e di Risucchio.
Alle termopili è ormai giunta l'ora dell'estremo sacrificio:i 300 sono accerchiati e sovrastati dagli arcieri asiatici.
Leonida galvanizza i suoi:-"Spartani, preparate la colazione e mangiate in abbondanza, perchè stasera ceneremo nell'Ade!"
Gli Spartani uralano di gioia, perchè questo vuol dire quasi sicuramente che ci scappa un bel pranzo in trattoria.
Arriva a fronteggiarli ancora una volta Serse, e un emissario propone l'estrema offerta di resa, che sulle prime l'avversario sembra accettare inginocchiandosi;poi però improvvisamente impugna la lancia e al grido liberatorio di "VAFFANCULO, A ME PIACCIONO I TATUAGGI!", la scaglia contro il re persiano, strappandogli un piercing dalla faccia.
Questo è troppo. Segue l'inevitabile massacro dei valorosi achei.
Un anno dopo, 10.000 spartani assieme ad altri 30.000 greci, sconfissero l'esercito asiatico, che da quel giorno si convertì all'hennè.





