martedì, 04 dicembre 2007
author: Conigliolo @ 15:20
category: pillola viola non si può, ohibò
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E' notizia di ieri sera che un vinificatore di Verona avrebbe prodotto il suo nettare usando il 40% di zucchero, il 50% di acqua e il resto di acidi.
Questo ci riporta ai vecchi fasti del vino al metanolo, quando alcuni consumatori, evidentemente dall'apparato digerente ipersensibile e scarsi sommelier, non avvezzi a sapori sofisticati e inusuali, ebbero il cattivo gusto di sentirsi male, facendosi ricoverare in ospedale ed in alcuni casi di lasciarci le piume.

In questo caso, chi si è accorto di tutto sono stati i nuclei antisofisticazioni dei carabinieri, che hanno notato come l' unica pianta di vite fuori della cantina del produttore fosse un bonsai sul davanzale, ed hanno operato il blitz.
Ebbene, appena sono entrati in fabbrica hanno constatato come nei tini destinati a contenere mosto, Viakal e scarti della raffinazione del cherosene, ingredienti indispensabili per conferire al cabernet quel raffinato retrogusto di pieno della Punto, ci fosse acido cloridrico.

Alle richieste di spiegazioni delle forze dell'ordine, il titolare ha cercato di difendersi dicendo che in realtà quei recipienti erano preposti alla produzione dello Stasarello, diretto concorrente dei più famosi vini in brik come il Tavernello, il  Cascinello e  soprattutto del Ronco, il cui meccanismo di estrusione del rubinetto di plastica è responsabile del 90% del prezzo totale.