author: Conigliolo @ 17:23
category: la tribù dei vacaputanga, ohibò
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Benissimo.
Dopo il leggendario Partito dell'amore, fondato ai suoi tempi da Gianni Shicchi, Cicciolina e Moana, adesso un'altra rendipassera a saldo, tale Federica Zarri, decide di buttarsi in politica,rovinandosi il buon nome, fondando un circolo delle libertà a Lecco.
Dicendosi folgorata da Silvio Berlusconi e Michela Brambilla (quest'ultima presumibilmente con l'ausilio di apposita cintura fallica), ha voluto prendendosi a cuore, tanto un po' per cambiare posto, le sorti del suo settore lavorativo, prospettando già le linee guida della futura legge che porterà il suo nome.
Innanzitutto festival di film hard patrocinati dal ministero dei beni culturali, in modo che i soldi pubblici non vengano sprecati per restaurare magari quadri del Tintoretto, ma per il più elevato scopo di spingere, e con colpi ben assestati, le prestazioni attoriali di Amanda Stracciamutanda che, grazie alla collega Zarri, magari potrà finalmente lavorare in Italia alla luce del sole, invece di sentirsi colpevolizzata ad offrire in olocausto il tafanario per le grame plaghe ungheresi o polacche.
Fantasioso anche il paragrafo delle norme contrattuali, che prevede non si possano girare più di tre scene hard a pellicola.
I casi sono due: o l'astuta performer non ha capito che chi vede i suoi film è disposto a chiudere un occhio sulla recitazione e sull' intreccio narrativo, oppure deve pensare che per un bel raspone possano essere sufficienti tre ciancicate copulette.
Inoltre la legge definirebbe il compenso minimo per gli attori in 6.000 euro a cranio (si fa per dire) per le femminucce e 5.000 per i maschietti.
A parte il fatto che trovo la differenza profondamente ingiusta, si potrebbe sapere di grazia quanto prendono adesso? Cioè voglio dire, queste cifre consistono in un aumento, immagino, ma di quanto? Sono indicizzate al carovita o la Zarri pensa che la sua patafiolla all'aria valga 6 testoni così d'amblè?
Poi si mette a discettare anche sui disco-sex (che cacchio è un disco-sex? Il primo che me lo spiega avrà un 45 originale di Amanda Lear, anzi no, fossi matto, avrà la mia imperitura riconoscenza), dove ci dovrà essere almeno uno spettacolo tenuto da una pornostar ogni settimana.
Ma perchè, adesso cosa ci succede lì dentro? Teatrino di pupi siciliani? Retrospettive su Jacques Tatì? Sagre della melanzana ripiena?
Ma poi chiarisce dicendo che potranno chiamarsi pornostar, con qualifica ben stampigliata sulla carta d'identità, solo coloro che hanno almeno girato un film in Italia.
AHHHH (è una esclamazione di disvelamento mistero, non fatevi subito idee strane)!
Ora sì che ci siamo!
E' tutta una manovra per fare figli e figliastri tra attrici, spogliarelliste e pole- dancers: ed io che pensavo foste una per tutte, tutte per una
Vergogna Zarri: da un partito di ampie vedute come il tuo non me lo sarei mai aspettato.
Dopo il leggendario Partito dell'amore, fondato ai suoi tempi da Gianni Shicchi, Cicciolina e Moana, adesso un'altra rendipassera a saldo, tale Federica Zarri, decide di buttarsi in politica,rovinandosi il buon nome, fondando un circolo delle libertà a Lecco.
Dicendosi folgorata da Silvio Berlusconi e Michela Brambilla (quest'ultima presumibilmente con l'ausilio di apposita cintura fallica), ha voluto prendendosi a cuore, tanto un po' per cambiare posto, le sorti del suo settore lavorativo, prospettando già le linee guida della futura legge che porterà il suo nome.
Innanzitutto festival di film hard patrocinati dal ministero dei beni culturali, in modo che i soldi pubblici non vengano sprecati per restaurare magari quadri del Tintoretto, ma per il più elevato scopo di spingere, e con colpi ben assestati, le prestazioni attoriali di Amanda Stracciamutanda che, grazie alla collega Zarri, magari potrà finalmente lavorare in Italia alla luce del sole, invece di sentirsi colpevolizzata ad offrire in olocausto il tafanario per le grame plaghe ungheresi o polacche.
Fantasioso anche il paragrafo delle norme contrattuali, che prevede non si possano girare più di tre scene hard a pellicola.
I casi sono due: o l'astuta performer non ha capito che chi vede i suoi film è disposto a chiudere un occhio sulla recitazione e sull' intreccio narrativo, oppure deve pensare che per un bel raspone possano essere sufficienti tre ciancicate copulette.
Inoltre la legge definirebbe il compenso minimo per gli attori in 6.000 euro a cranio (si fa per dire) per le femminucce e 5.000 per i maschietti.
A parte il fatto che trovo la differenza profondamente ingiusta, si potrebbe sapere di grazia quanto prendono adesso? Cioè voglio dire, queste cifre consistono in un aumento, immagino, ma di quanto? Sono indicizzate al carovita o la Zarri pensa che la sua patafiolla all'aria valga 6 testoni così d'amblè?
Poi si mette a discettare anche sui disco-sex (che cacchio è un disco-sex? Il primo che me lo spiega avrà un 45 originale di Amanda Lear, anzi no, fossi matto, avrà la mia imperitura riconoscenza), dove ci dovrà essere almeno uno spettacolo tenuto da una pornostar ogni settimana.
Ma perchè, adesso cosa ci succede lì dentro? Teatrino di pupi siciliani? Retrospettive su Jacques Tatì? Sagre della melanzana ripiena?
Ma poi chiarisce dicendo che potranno chiamarsi pornostar, con qualifica ben stampigliata sulla carta d'identità, solo coloro che hanno almeno girato un film in Italia.
AHHHH (è una esclamazione di disvelamento mistero, non fatevi subito idee strane)!
Ora sì che ci siamo!
E' tutta una manovra per fare figli e figliastri tra attrici, spogliarelliste e pole- dancers: ed io che pensavo foste una per tutte, tutte per una
Vergogna Zarri: da un partito di ampie vedute come il tuo non me lo sarei mai aspettato.





