lunedì, 17 dicembre 2007
author: Conigliolo @ 17:23
category: la tribù dei vacaputanga, ohibò
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Benissimo.
Dopo il leggendario Partito dell'amore, fondato ai suoi tempi da Gianni Shicchi, Cicciolina e Moana, adesso un'altra rendipassera a saldo, tale Federica Zarri, decide di buttarsi in politica,rovinandosi il buon nome, fondando un circolo delle libertà a Lecco.
Dicendosi folgorata da Silvio Berlusconi e Michela Brambilla (quest'ultima presumibilmente con l'ausilio di apposita cintura fallica), ha voluto prendendosi a cuore, tanto un po' per cambiare posto, le sorti del suo settore lavorativo, prospettando già le linee guida della futura legge che porterà il suo nome.

Innanzitutto festival di film hard patrocinati dal ministero dei beni culturali, in modo che i soldi pubblici non vengano sprecati per restaurare magari quadri del Tintoretto, ma per il più elevato scopo  di spingere, e con colpi ben assestati, le prestazioni attoriali di Amanda Stracciamutanda che, grazie alla collega Zarri, magari potrà finalmente lavorare in Italia alla luce del sole, invece di sentirsi colpevolizzata ad offrire in olocausto il tafanario per le grame plaghe ungheresi o polacche.

Fantasioso anche il paragrafo delle norme contrattuali, che prevede non si possano girare più di tre scene hard a pellicola.
I casi sono due: o l'astuta performer non ha capito che chi vede i suoi film è disposto a chiudere un occhio sulla recitazione e sull' intreccio narrativo, oppure deve pensare che per un bel raspone possano essere sufficienti tre ciancicate copulette.
Inoltre la legge definirebbe il compenso minimo per gli attori in 6.000 euro a cranio (si fa per dire) per le femminucce e 5.000 per i maschietti.
A parte il fatto che trovo la differenza profondamente ingiusta, si potrebbe sapere di grazia quanto prendono adesso? Cioè voglio dire, queste cifre consistono in un aumento, immagino, ma di quanto? Sono indicizzate al carovita o la Zarri pensa che la sua patafiolla all'aria valga 6 testoni così d'amblè?

Poi si mette a discettare anche sui disco-sex (che cacchio è un disco-sex? Il primo che me lo spiega avrà un 45 originale di Amanda Lear, anzi no, fossi matto, avrà la mia imperitura riconoscenza), dove ci dovrà essere almeno uno spettacolo tenuto da una pornostar ogni settimana.
Ma perchè, adesso cosa ci succede lì dentro? Teatrino di pupi siciliani? Retrospettive su Jacques Tatì? Sagre della melanzana ripiena?
Ma poi chiarisce dicendo che potranno chiamarsi pornostar, con qualifica ben stampigliata sulla carta d'identità, solo coloro che hanno almeno girato un film in Italia.
AHHHH (è una esclamazione di disvelamento mistero, non fatevi subito idee strane)!
Ora sì che ci siamo!
E' tutta una manovra per fare figli e figliastri tra attrici, spogliarelliste e pole- dancers: ed io che pensavo foste una per tutte, tutte per una
Vergogna Zarri: da un partito di ampie vedute come il tuo non me lo sarei mai aspettato.
sabato, 08 dicembre 2007
author: Conigliolo @ 20:54
category: la tribù dei vacaputanga
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Da Repubblica di oggi:

Mentre in Kenia viene scoperto il cobra che, sputando, può uccidere 20 persone, a Bergamo c'è un uomo che, sputando, può rincoglionirne migliaia.
Trattasi dell'Umberto che, nel parlare (si fa per dire) di schiavismo e colonialismo, a suo dire applicato sul popolo padano, avverte lo stesso di prepararsi ad attaccare e di tenersi pronto a rischiare la vita.
Il discorso del popolare John Brown di Gemonio, fatto alla presenza di migliaia di Kunta Kinte lumbard, ne ha scosso gli animi e ha fatto si che molti di loro spezzassero le logore e taragne catene che li legano alla ricevuta fiscale e tornassero a casa con un'accresciuta coscienza di classe A, con antislittamento e vavigatore satellitare.
Cosa che beninteso, non si può assolutamente tollerare.
Se andiamo avanti di questo passo, nelle valli lombarde prima o poi incominceranno a bighellonare in gippone, ad ubriacarsi, a delinquere e a dare fastidio alle nostre donne.
E i risultati del lassismo sono, infatti ed ancora una volta, sotto gli occhi di tutti: a Torino, un autoctono ebbro alla guida, ha investito, uccidendola, una donna romena.
Immediate le proteste del governo del paese balcanico, che ancora non si capacita come in Italia, approfittando del fatto che il paese risulta essere ormai membro dell'unione europea, non si possa o non si voglia porre un freno al fenomeno al consumo di bardolino da parte di una minoranza della popolazione.
Il governo italiano, pur stigmatizzando il fenomeno, ha però ribattuto precisando che non tutti i lumbard sono delinquenti, e anzi, molti di loro, pur privati del loro ambiente naturale d'origine, che è quello dei dehors dei bar da aperitivi, riescono comunque ad integrarsi perfettamente nella società ed a diventare chi dentista, chi dottore, chi addirittura tutte e due le cose assieme.
mercoledì, 05 dicembre 2007
author: Conigliolo @ 20:46
category: la tribù dei vacaputanga, no global no party
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Vanna Marchi nasce a Catel Guelfo di Bologna il 2 settembre 42, dalla felice unione di sua madre Gonna Marchi con un megafono.

Sin da bambina dimostra spettacolari doti di venditrice al chioschetto di giornalini usati smerciando vecchi Tiramolla al prezzo di tavole autografate di Milo Manara, e una insana ed inspiegabile passione per le mucillagini di Gabicce, dove trascorre le estati spalmandone manate sulla incolpevole cuginetta.

Preso il diploma da estetista, inizia a lavorare in varie centri benessere, nel ruolo di spauracchio nel caso le clienti non seguano le cure.

Ma la notorietà la raggiunge in tv negli anni 80, quando grazie alla pacata loquela e alla mimica garbata, entra in tutte le case facendo impazzire la maionese delle massaie.
Più tardi si darà alla promozione di alghe, coadiuvata dalla figlia Stefania Nobile, datale dal celebre esploratore.

Negli anni 90 sopraggiungono però i guai: viene infatti incriminata per bancarotta, cosa che la rende un'autentica pioniera dei fastigi Enron e Parmalat e che non succedeva dai tempi di Rockerduck e Filo Sganga,
Ma lei torna in sella, e dopo aver inciso tra l'altro un 45 giri utilizzato ancor oggi con buon successo negli allevamenti intensivi per tener sveglio il pollame e incentivarne la produzione ovaiola,  si presenta di nuovo in televisione, questa volta accompagnata da Mario Pacheco Do Nascimiento, mitico e potentissimo fattucchiero brasiliano, la cui più grande magia è quella di essersi probabilmente trombato la Stefania guardandola in faccia.

L'ineffabile trio riesce a vendere i numeri del lotto vaticinati dal mago a parecchie persone.
Il fatto che poi non escano è colpa unicamente del malocchio per cui sono pronti i kit (a pagamento) a base di sale marino per i perseguitati dalla malasorte normale, di condimento iposodico per quelli cardiopatici, di aceto balsamico per i modenesi.

Qualche malpensante vede in questo giocuccio innocuo una truffa e denuncia tutto alle autorità, e mentre Do Nascimiento si ricorda improvvisamente di aver lasciato il gas acceso in Brasile, le Marchi mamma e figlia vengono arrestate e fatte passare dal tritacarne mediatico.

Condannate in prima istanza, è recente la notizia secondo cui la Vanna più famosa d'Italia sarebbe in procinto, attendendo il ricorso in appello, di lavorare per un centro estetico di Carpi, i cui proprietari si sono detti dapprima orientati verso una statua, poi scartata perchè avrebbe appensantito la reception optando in favore di un qualcosa che di bronzo aveva solo la faccia.