author: Conigliolo @ 19:16
category: considerazioni molto importanti
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Commenti

Il buon Capelli mi ha fatto venire in mente quando, da bambini, si giocava con le cerbottane.
Si andava in un negozio di animali, ci si comprava la propria cannetta (nell'unica accezione del termine che all'epoca si conosceva), di quelle da usare come trespolo per le gabbie da uccelli(nell'unica accezione del termine che all'epoca si conosceva), e poi la strada si divideva in due scuole di pensiero: quelli che ne erano capaci, si prendevano la propria bella rivista da parrucchiere e si confezionavano i bussolotti; quelli che viceversa difettavano in arte bussolottifera, o erano più pigri, andavano dal vetraio e si compravano dello stucco da infissi, per farne proiettili rotondi.
Entrambi gli stili avevano poi variazioni sul tema, come i bussolotti corazzati e le palline con la punta di stuzzicadenti dentro, per renderli più dirompenti.
Quelli che usavano la carta avevano in genere una gittata migliore; chi invece usava lo stucco, una rapidità di ricarica molto più elevata, dovuta al fatto che il grumo del materiale isolante era posto sulla cerbottana stessa, rendendo il rapid fire eccellente, anche se impiastrava mani, e spesso vestiti, inesorabilmente.
Erano micidiali armi da fuoco, con i quali ci si combattevano guerre tra bambini, si infilavano finestre aperte in strada, si centravano i buchi del culo dei gatti (a volte).
Spesso venivano sequestrate, ed allora ci si sfogava rompendo metà parte finale di una canna di bambù, ricavandone una sezione da poter infilare nella terra fresca, raccogliendone un po', per poi tirarla addosso, con uno scatto della mano, al proprio bersaglio.
Inutile dire che ben presto venivano vietate anche queste, da genitori che vedevano i propri figli rincasare conciati come dei minatori, ad allora si era costretti a limitarsi, in primavera- estate, a lanciarsi addosso le famigerate spighe di erba, quelle che rimanevano attaccate alle maglie.
Ce n'erano di due tipi: quelle più grosse fatte a spiga vera e propria, e quelle piccole, che venivano via a grappolo dallo stelo, ma erano altrettanto appiccicose.
Chissà se adesso i bambini giocano ancora i questa maniera o se sono state soppiantate da palestra, piscina e playstation, e chissà se sono ancora capace di scrivere dei post divertenti senza diventare una specie di nostalgico rompicoglioni.
Si andava in un negozio di animali, ci si comprava la propria cannetta (nell'unica accezione del termine che all'epoca si conosceva), di quelle da usare come trespolo per le gabbie da uccelli(nell'unica accezione del termine che all'epoca si conosceva), e poi la strada si divideva in due scuole di pensiero: quelli che ne erano capaci, si prendevano la propria bella rivista da parrucchiere e si confezionavano i bussolotti; quelli che viceversa difettavano in arte bussolottifera, o erano più pigri, andavano dal vetraio e si compravano dello stucco da infissi, per farne proiettili rotondi.
Entrambi gli stili avevano poi variazioni sul tema, come i bussolotti corazzati e le palline con la punta di stuzzicadenti dentro, per renderli più dirompenti.
Quelli che usavano la carta avevano in genere una gittata migliore; chi invece usava lo stucco, una rapidità di ricarica molto più elevata, dovuta al fatto che il grumo del materiale isolante era posto sulla cerbottana stessa, rendendo il rapid fire eccellente, anche se impiastrava mani, e spesso vestiti, inesorabilmente.
Erano micidiali armi da fuoco, con i quali ci si combattevano guerre tra bambini, si infilavano finestre aperte in strada, si centravano i buchi del culo dei gatti (a volte).
Spesso venivano sequestrate, ed allora ci si sfogava rompendo metà parte finale di una canna di bambù, ricavandone una sezione da poter infilare nella terra fresca, raccogliendone un po', per poi tirarla addosso, con uno scatto della mano, al proprio bersaglio.
Inutile dire che ben presto venivano vietate anche queste, da genitori che vedevano i propri figli rincasare conciati come dei minatori, ad allora si era costretti a limitarsi, in primavera- estate, a lanciarsi addosso le famigerate spighe di erba, quelle che rimanevano attaccate alle maglie.
Ce n'erano di due tipi: quelle più grosse fatte a spiga vera e propria, e quelle piccole, che venivano via a grappolo dallo stelo, ma erano altrettanto appiccicose.
Chissà se adesso i bambini giocano ancora i questa maniera o se sono state soppiantate da palestra, piscina e playstation, e chissà se sono ancora capace di scrivere dei post divertenti senza diventare una specie di nostalgico rompicoglioni.





