Devo all' apofantico
Novecento l'appiopparmi questa nuova fantastica catena di Sant'Antonio, ed io che in queste cose sguazzo, anche se sappi che ti righerò la fiancata della macchina, caro Luca, vado ratto al disbrigo della pratica.
Dire
Quest' anno vorrei poter dire, tanto per cambiare, di avere un lavoro.
La mia disoccupazione risale infatti a quando venni licenziato dal ben retribuito impiego di segretario particolare alle dipendenze del doge Andrea Dandolo.
A sua volta preceduto dal compito di Rexsitter nel tardo pleistocene, incarico che mi riempiva di soddisfazioni, ma purtroppo interrotto per cause meteoritiche e glaciative,indipendenti dalla mia volontà
Fare
Un bel giretto in camper, magari fino a capo Nord, e poi tornare giù per le repubbliche baltiche, a scopo culturale, non pensate subito a secondi fini lubrichi.
Oppure un viaggio in Scozia e Irlanda, a gonfiarmi di birra e tornare a casa con la forma di Giumbolo.
Oppure una scappata ai caraibi a stravaccarmi su qualche amaca con un bel sigarone in bocca e la spocchia coloniale che mi trasuda da tutti i pori e si spande sull'impiantito della veranda.
Baciare
La mia controparte ideale: piccolina, simpatica e affatto rompiballe.
Astenersi formiche
Lettera
Caro dottore, scrivo la presente per informarla che ogni tanto do i numeri a prescindere, e non per la presenza o meno di serotonina nel mio cervello.
Sarebbe quindi cosa gradita, da parte mia, che la piantasse di prescrivermi delle specie di raudi encefalici, che non servono ad una mazza e mi fanno formicolare una gamba quando alla sera me ne sto seduto per due ore davanti ad uno schermo cinematografico.
In fede
Testamento
Lascio a voi, qui convenuti, un bel po' di libri, sperando che vi servano più di quanto sono serviti a me.
E siccome questo post non fa ridere, ecco un bel riciclo
Artura in the dark
Ciao ,sono di nuovo io, Artura, ragazza timida e schiva, capace però di trasformarsi in leonessa quando intravede la possibilità che qualche uomo appena conosciuto possieda il pistolino e che una donna mai conosciuta cerchi di fregarle l'ultimo paio di zeppe trampolate in saldo sulle bancarelle.
Fu proprio al mercato che l'altro giorno conobbi Samantho:mentre stavo rovistando nello scatolone dei perizomi alla rinfusa,cercando quelli della De Longhi con congegno deumidificatore,vidi poco più in là un bell'omone dai tratti comanche,uguale identico ad Orso Grigio,che stava magnificando alle massaie adoranti le qualità dei suoi piatti infrangibili sbattendoseli ripetutamente sul poderoso pacco.
Non mi feci certo scappare l'occasione,ed improvvisandomi subitaneamente valletta,zompai a fianco dell'imbonitore,stringendogli con vigore lo scroto per mostrare alle presenti che il potere dirompente dell'aggeggio non era certo poca cosa e dichiarando che i piatti erano pronti per la prova lavastoviglie,cui aggiunsi il mio personale brillantante.
Quella sera io e Samantho,galvanizzato per il successo di vendite ottenuto grazie alla finezza di quella nostra rappresentazione,eravamo già molto intimi,tanto che mi propose di andare assieme a lui in un club privè.
Siccome per me era esperienza assolutamente nuova,andarci assieme ad un uomo solo intendo,non mi feci pregare:indossai i miei stivali da moschettiera con il tacco a spillo,delimitai le aree di sosta dei mezzi pesanti nelle zone erogene con l'Uni Posca e misi la pelliccia di volpe bagascia del Montana,costosissima perchè la furba bestiola patteggia sempre dei soffoconi in cambio della libertà con i cani da caccia,che quindi tornano dalla battuta sempre a bocca asciutta,diversamente dalla volpe.
Appena entrati ci facemmo strada verso il bancone del bar, dove un giovane beneducato tentò subito un timido approccio chiedendomi con un sorriso impacciato se sapessi che avevo dei bei capelli e infilandomi la mano nelle mutandine fino a metà omero;allora io,per scioglierlo un po' e togliergli le remore,gli sbottonai la patta e gli praticai un bel maniglione a discreta velocità,proiettandogli il glande nel coppettino delle olive ascolane.
Nel vedere quella scena,si alzarono dal divanetto dove si stavano annusando vicendevolmente i piedi due signori distinti:il primo ci si presentò dicendo di essere un industriale calzaturiero e il secondo si palesò come un nobile decaduto di Gorgonzola.
Entrambi distintissimi,con il monocolo alla fava,ci invitarono a fare un salto nella dark room,assieme a loro e a Veronelli,il soprannome della bionda in fondo al locale appassionata di pissing e shitting.
Io, per l'audacia della proposta,ebbi un lieve fremito di piacere,che Samantho interpretò erroneamente urlando disperato se in sala fosse presente un esorcista,e la donna delle pulizie riuscì subito a far dimenticare grazie all'ausilio di quattro coni catarifrangenti,alcune transenne,un sacco di segatura da 10kg, una ramazza e la segnalazione ad Isoradio.
Attraversando il corridoio dei becciatoi delle garçonnières, notammo che alcune porte erano state lasciate aperte a bella posta: c'era la stanza del fist-fucking,dove gente dagli occhi di tigre si prodigava a concludere l'incontro nel colon di una ragazza di intermezzo round; c'era l'angolo del bukkake,dove un tizio nudo con basco a sbuffo,tavolozza e pennello stava componendo sulla faccia della propria partner un paesaggio fiammingo,bello ma forse un po' troppo monocorde, con colori atossici;c'era la camera dello spanking,dove vigorosi colpi di battipanni segnalavano la presenza della nonna della candeggina Ace che,quando la nipote sbagliava candeggio,anzichè le lenzuola matrimoniali provvedeva a che fosse il culo di quest'ultima a fare STRAAAAP!
C'era poi la stanza degli esibizionisti,chiusa a chiave e con il cartello non disturbare.
In fondo ecco la dark room:entriamo distinguendo a malapena alcune sagome rischiarate dalla lama di luce da noi lasciata filtrare e poi ci chiudiamo l'uscio dietro le spalle.
Ora il buio è totale:non riesco più a trattenermi dalla foia e mi butto a pesce dove avevo intravisto il letto,aspettando di ricevere misterioso piacere per ogni dove.
Nei successivi quindici minuti il mio bilancio è di tre uccellate in un occhio,una testata nello spigolo del comodino e una sega alla piantana.
AHHHHHH che goduria! Adoro il sado-maso!
Poi,cercando di raggiungere il punto da cui sembrano biforcarsi una dozzina di gambe maschili,otto femminili e quattro zampe di provenienza apparentemente plantigrada,afferro un membro .
Che cos'hai qui briccone!Due palle e uno scopone!
Sto per farne tesoro quando mi accorgo dell'impugnatura inequivocabilmente di forma anatomica:mio fratello.
"Ginestro!Che cazzo fai qui?"
"Porc! Artura! Tu piuttosto che cazzo fai qui.Anzi no,scusa,che scemo:che cazzo non fai"
"Beh,sai com'è:stavo cercando il bastone da lavar per terra e questo credevo fosse il ripostiglio.
E tu,che ti sei sempre arrangiato da solo?"
"Guarda,lascia perdere:ho provato a variare il mio bilancio sessuale ma fino adesso ho solo variato dieta e senso di transito rettale.Direi che ci ho guadagnato dalla spina e dal tappo".
"EHI!VOI DUE! PARTECIPATE O FATE CARRAMBA CHE SORPRESA?"
"Vieni Ginestro,andiamocene,che intanto mi sto annoiando".
"Ok sorellina.Ehi,stai attenta che qui c'è appiccicaticcio"
"Si,lo so.E' della piantana"