martedì, 29 gennaio 2008
author: Conigliolo @ 18:02
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Volete essere sempre aggiornati ed à la pàge su ciò che accade intorno a noi?
Volete primeggiare nelle discussioni ad ampio respiro sulla situazione geopolitica mondiale?
Vi garba discettare con cognizione di causa su notizie importanti e meno importanti che giungono dai quattro angoli della terra?
Avete bisogno di rinfocolare ogni attimo l'incoercibile vostra abitudine a non farvi mai i cazzi che vi competono?
Allora da oggi per voi c'è Televidio


Televidio, il blog verità

Da oggi anche con il link giusto
domenica, 20 gennaio 2008
author: Conigliolo @ 19:41
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Yo yo!

E' un duro colpo quello che Russell Simmons, idolo del rap e co-fondatore della storica casa hip hop Def Jam Records  assesta allo status quo:
-"Basta con tutte queste parolacce nelle nostre canzoni.Prima, quando i neri erano discriminati nei ghetti delle metropoli, andavano bene. Adesso, che i neri sono sempre discriminati nei ghetti delle metropoli, ma ho fatto nel frattempo un sacco di grana e mi invitano ad Hollywood, mi sembrano eccessive e sconvenienti".

Il mondo dei rappers è sconvolto, e persino in Italia, dove il fenomeno conta numerosissimi seguaci, si parla di vero e proprio terremoto.
-"Come farò adesso ad esprimere tutto il mio disagio di giovane emarginato in lotta con il sistema?" ci dice il milanese Antonio, in arte Turbocharger Polistyl, tirando fuori lo skateboard dalla ventiquattr'ore appena uscito dal suo studio di notaio.

Anche il 18enne altoatesino Werner, dagli amici conosciuto come Master Zulu, rivendica il suo diritto all'uso del linguaggio forte:-"Quello è lo slang dei fratelli nei ghetti, nelle prigioni, in mezzo alla miseria.E' la protesta dei poveri contro le angherie della polizia razzista che....mi scusi un secondo: EHI ITALIANO MACCARONI! LA CARTA DELLA CICCA VA GETTATA NEL BIDONE, MICA SIAMO IN TERRONIA QUI! Cosa dicevamo? Ah sì, abbasso i musi bianchi ".

A Roma incontriamo  Mario, aka Umpa Umpa Doc, che ci dice:-"Cazzo vuoi muso bianco! Succhiami questo, fottuto amico degli sbirri e gran figlio di quella vacca di.... come dice? Non sono più obbligato a dire parolacce? Oh, meno male! Mi perdoni sa, ma al giorno d'oggi se vogliamo avere un po' di credito fra le nostre coetanee siamo costretti ad usare questo gergo postribolare che sinceramente non è calzante alla mia personalità. E oltrettutto ogni domenica Don Tonino mi faceva una ramanzina che non le dico, minacciando di negarmi l'assoluzione.Mi ha levato un peso".

A Genova incontriamo Prisincolinensinainciusol, all'anagrafe Pino, di 20 anni,che toccandosi il pacco all'interno dei suoi bragoni Fubu da 200 carte, ci parla di " una mossa commerciale, una fottuta mossa commerciale di chi ha tradito il vero spirito rivoluzionario del nostro movimento.Perchè l'hip hop è anarchia, è ribellione dei più poveri contro i fascisti al potere, contro le multinazionali staliniste della globalizzazione antiliberale e massificatrice all'insegna della dittatura monarchica che portò alla fine del socialismo africano, riducendo i camerati della Guinea alla mercè delle deportazioni qualunquiste e demoproletarie operate dai calvinisti della rosa nel pugno, con a capo gli incappucciati di Cicciolina."


Sia come sia, noi della Conigliolo Music, abbiamo già pronto un testo adatto alla nuove direttive politically correct:

ORGOGLIO ALLOCTONO

Ehi fratello!
Tu sei afroamericano
non sei certo uno di quelli
che il potere ce l'ha in mano

Il caucasico ti scherza
e ti frega la tua donna
mentre tu mangi la verza
lui di Rolls ha una colonna

Il signor agente è birichino e usa il manganello!
Se il signor agente è un po' birbante fagli il gesto dell'ombrello!

Sua sorella in tacco alto
ogni sera è dal tombino
lei dei maschi cià l'appalto
per tostargli il pistulino

E  alla mamma dell'agente
noi diciamo :"Deh signora!
Qui sua figlia come niente
ce lo allunga per un'ora"

Il signor agente è birichino oltrechè giocherellone
Stavi tranquillo in Vicolo Stretto mentre adesso sei in prigione

REPEAT
lunedì, 14 gennaio 2008
author: Conigliolo @ 19:16
category: considerazioni molto importanti
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Il buon Capelli mi ha fatto venire in mente quando, da bambini, si giocava con le cerbottane.
Si andava in un negozio di animali, ci si comprava la propria cannetta (nell'unica accezione del termine che all'epoca si conosceva), di quelle da usare come trespolo per le gabbie da uccelli(nell'unica accezione del termine che all'epoca si conosceva), e poi la strada si divideva in due scuole di pensiero: quelli che ne erano capaci, si prendevano la propria bella rivista da parrucchiere e si confezionavano i bussolotti; quelli che viceversa difettavano in arte bussolottifera, o erano più pigri, andavano dal vetraio e si compravano dello stucco da infissi, per farne proiettili rotondi.

Entrambi gli stili avevano poi variazioni sul tema, come i bussolotti corazzati e le palline con la punta di stuzzicadenti dentro, per renderli più dirompenti.
Quelli che usavano la carta avevano in genere una gittata migliore; chi invece usava lo stucco, una rapidità di ricarica molto più elevata, dovuta al fatto che il grumo del materiale isolante era posto sulla cerbottana stessa, rendendo il rapid fire eccellente, anche se impiastrava mani, e spesso vestiti, inesorabilmente.

Erano micidiali armi da fuoco, con i quali ci si combattevano guerre tra bambini, si infilavano finestre aperte in strada, si centravano i buchi del culo dei gatti (a volte).
Spesso venivano sequestrate, ed allora ci si sfogava rompendo metà parte finale di una canna di bambù, ricavandone una sezione da poter infilare nella terra fresca, raccogliendone un po', per poi tirarla addosso, con uno scatto della mano, al proprio bersaglio.
Inutile dire che ben presto venivano vietate anche queste, da genitori che vedevano i propri figli rincasare conciati come dei minatori, ad allora si era costretti a limitarsi, in primavera- estate, a lanciarsi addosso le famigerate spighe di erba, quelle che rimanevano attaccate alle maglie.
Ce n'erano di due tipi: quelle più grosse fatte a spiga vera e propria, e quelle piccole, che venivano via a grappolo dallo stelo, ma erano altrettanto appiccicose.

Chissà se adesso i bambini giocano ancora i questa maniera o se sono state soppiantate da palestra, piscina e playstation, e chissà se sono ancora capace di scrivere dei post divertenti senza diventare una specie di nostalgico rompicoglioni.
venerdì, 11 gennaio 2008
author: Conigliolo @ 21:53
category: considerazioni molto importanti
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Volevo parlare della pentolaccia; quella cagata meravigliosa attraverso la quale i bambini rischiano i denti in un duplice modo.
Con il bastone mulinato contro lo sfuggente manufatto da qualche amico scarso di coordinazione e di diottrie in primo luogo, e poi secondariamente nelle settimane a venire, con il mostruoso carico di zuccheri che un buon raccolto comportava.

Noi bimbi di Ripamare ce la facevamo privata, per il nostro quartiere, e addirittura ricordo un paio di edizioni in cui,autarchicissimi, la imbastimmo per i nostri due soli caseggiati gemelli: del resto bastava andare a rompere un po' le palle ai condomini a farci sganciare qualche mille lire per comprare i dolci.
La maggior parte ce li davano volentieri senza fiatare e solo alcuni, che venivano immediatamente messi fra i cattivi ( non che questo comportasse nulla, se non una punta di astio nel salutarli), facevano qualche storia.
Pochissimi erano quelli che, per nulla impietositi dalla nostra tenera età, non davano niente,  perlopiù facendo finta di non essere in casa, come quando passa il prete a benedire.
A costoro, ancora adesso riserbo il mio più completo disprezzo e la voglia mai sopita di rompergli uno stuzzicadenti nel citofono quando passo sotto le loro abitazioni, o di fargli la fiancata stile impero con una chiave ben molata.
A parziale discolpa di queste stramaledette pigne (o taccagni, per i non coccinanti), c'è da dire che,io e Mauro, amico con il quale dividevo la buona e la cattiva sorte in imprese del cazzo tipo queste, sotto le elezioni facevamo lo stesso giro del quartiere portando di casa in casa i manifestini del partito socialista.
Avete letto bene, proprio di quello, ed ai tempi d'oro, peraltro. Un crimine in più a suo carico, mai arrivato ai disonori delle cronache, anche se alla fine ci divertivamo a farlo, e soprattutto ci faceva ridere moltissimo lo sputare sopra le cassette della posta per affiggere i più grandi, quando finivamo lo scotch.

Comunque, finita la fase di raccolta, si faceva il giro dei negozi di alimentari ( i supermarket non c'erano ancora)a comprare i dolci, dividendoli fra quelli di qualità (Goleador, cioccolatini e caramelle di marca), e quelli più scabecci (caramelle, cicche e liquirizie il cui solo osservarne intensamente il colore faceva bruciare coni e bastoncelli all'interno del bulbo oculare), destinati a fare volume.
Eravamo dei bambini fondamentalmente onesti e non ci imboscavamo nemmeno una parte dei proventi; in questo eravamo notevolmente avvantaggiati dal fatto che nessuno, all'uscita di scuola, ci avesse mai offerto delle caramelle alla droga, altrimenti forse quei soldi avrebbero preso un'altra direzione.

Poi veniva la parte più bella, e cioè la costruzione vera e propria.
Prendevamo tre scatole, una più piccola dell'altra, tipo matrioska,e poi riempivamo la più interna solo di squisitezze, la seconda con un contenuto medio, la terza quasi solo coriandoli.
Poi rinforzavamo il tutto con ulteriori paratie di cartone e nastro da pacchi, fino a darle una corazzatura tipo carro T34 sovietico, e la abbellivamo con carta crespa colorata.
Dopodichè la si imbragava, si tendeva una corda fra i caseggiati ed il gioco era più o meno fatto.
Bastava un bel bastone, sottratto alla scopa di casa e una certa predisposizione alle mischie rugbistiche fra i partecipanti, sempre ansiosi di poter aumentare le proprie ecchimosi e croste sulle ginocchia.

Bei ricordi, cazzo.
mercoledì, 09 gennaio 2008
author: Conigliolo @ 02:43
category: catene, ohibò
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Dunque eccoci qua, con un'altra catena.
ARGH.

La faccio solo perchè quella cialtrona di Alice mi ha adulato con la motivazione.
Così intanto capite che, se usate sapientemente parole mielate con me, avete un facile bersaglio.

Allora, bisogna :
  • andare sul blog di 'sto pagliaccione, guardare il proprio mese di nascita,in cui sono elencate le presunte caratteristiche psico-fisiche che presumibilmente ci appartengono, e poi riportarle sul blog di nostra proprietà(in teoria sarebbero da riportare tutti i mesi, ma Colin si attacca a ' sto collo di papero), logicamente traducendole ( se proprio siete delle capre in inglese, usando un sito di traduzioni tipo questo, vi garantisco che vi farete anche quattro risate);
  • conformarsi ad una delle due seguenti scuole di pensiero:  chi dice che il blogger deve sottolineare i tratti comportamentali in cui si riconosce, chi invece lascia ai lettori il privilegio di poter indovinare tali tratti , per poi premiare colui o colei che ci ha indovinato di più; 
  • appioppare il merdaio ad altri poveracci.

Io farò così: metto quello che mi è uscito dal sito di traduzioni parola per parola, e lascio a voi indovinare quali puttanate mi si attagliano di più. E si capisce che faccio morire la catena senza passarla a nessuno.

Voilà le mie credenziali, secondo Colin o chi per lui:

Giugno
  1. Pensa lontano con la visione (ebbene sì. E so far anche piovere ballando intorno ad un totem o a qualsiasi altra forma fallica)
  2. Influenzato facilmente da bontà (che ci volete fare, mi lascio trascinare)
  3. Gentile e morbido parlato (alle morbide Fruit Joy tu resistere non puoi)
  4. Avere idee (zì buana)
  5. Sensibile
  6. Mente attiva
  7. L'esitazione, tende a far ritardare (ciccio, io non esito, temporeggio)
  8. Choosy e desidera sempre la cosa migliore (choosy lo dici a tua sorella, che desidera sempre la cosa migliore e sono qui per questo)
  9. Temperamental ( ed anche temperamatit, perchè no)
  10. Divertente e divertente (e divertente no?)
  11. Amori allo scherzo (ammuri, alla sicula, mi piace di più)
  12. Buone abilità dibattenti (Voglio andare da Vespa)
  13. Talkative (voglio andare da un avvocato)
  14. Daydreamer ( vi denuncio)
  15. Amichevole
  16. Sa fare gli amici (del resto, essendo così amichevole, può succedere)
  17. In grado di mostrare carattere
  18. Danneggiato facilmente (e sì che ci ho tatuato "fragile" e "alto" sul coppino)
  19. A colds ottenenti inclini ( vero, questo non faccio che ripetermelo ogni giorno, sono troppo incline a ottenere inclini a colds)
  20. Amori da vestirsi in su (altre parole da scolpire sul basalto.Tantissimo amori da vestirmi in su Da vestirmi in giù invece meno)
  21. Alesato facilmente (giuro. Se sei nato a giugno sei praticamente preparato da gara)
  22. Fussy (fussy ci sarà il pechinese di Colin, semmai)
  23. Mostra raramente le emozioni
  24. Occorre tempo recuperare quando hurt (sì, quando Hurt Lancaster)
  25. Marca cosciente (e dribbla consapevole)
  26. Esecutivo (come lo sfratto)
  27. Testardo
Fiuu, anche questa è andata!
sabato, 05 gennaio 2008
author: Conigliolo @ 22:10
category: catene, ohibò
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La reginetta del pop continua a far parlare di sè, nel bene e nel male.Dopo aver disceso la china che l'ha portata, finiti i successi discografici mondiali, a guidare ubriaca, a dimenticarsi le mutande alle feste, ai baci saffici, questa volta ha assunto sostanza dopanti per cavalli da corsa.
- E' tutto falso- avrebbe nitrito la cantante - io non ho preso niente di niente, e se mi cronometrate sul miglio vedrete che dico la verità: i miei garretti sono assolutamente genuini.-

In realtà molti sono i dubbi dei dottori sul suo stato psicofisico, ma Britney cerca di minimizzare tutte le proprie stravaganze, impennandosi d'orgoglio:
 - Quella volta che mi hanno beccata alla guida ero un po' alticcia, lo confesso, e stavo anche correndo uno zinzinello di troppo, ma cercate di capire, se non avessi fatto così, mi sarei persa la gara del mio fidanzato Furia.
E per quanto riguarda il bacio con Madonna l'ho fatto in segno di devozione.
Sì, c'è stata una liaison anche con la Aguilera, ma era per il profondo rispetto e stima che nutrivo nei suoi confronti quando ancora faceva l'attaccante del Genoa.
E se per una sera mi dimentico di indossare i finimenti, che sarà mai.-

Nonostante i medici cerchino di infonderle un minimo di calma, lei morde già il freno e parla a briglia sciolta: - Ho avuto solo un mancamento, ma adesso sto bene e già mi hanno staccato la flebo di zuccherini. Ringrazio tutti coloro hanno manifestato apprensione nei miei confronti, fra cui un gruppo di centauri a cui ho firmato autografi in mattinata,  e sappiano che i miei prossimi spettacoli ad Ascot ed a Siena non sono nella maniera più assoluta in forse: la contrada dell'Orso non deve minimamente preoccuparsi, quest'anno avrà il canapo.
L'unica cosa che mi fa veramente imbizzarrire è il rapporto col mio ex marito sulla custodia cautelare dei nostri figli Ribot e Varenne: lui vorrebbe tutti per sè, chiamandomi madre irresponsabile, ma è tutta una montatura. In realtà è invidioso del mio nuovo compagno Aceto. -

Dopo queste esternazioni, si accascia sul pagliericcio, sfinita, mentre continuano arrivare fans con scatole di biada al suo capezzale.
venerdì, 04 gennaio 2008
author: Conigliolo @ 19:27
category: catene
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Devo all' apofantico  Novecento l'appiopparmi questa nuova fantastica catena di Sant'Antonio, ed io che in queste cose sguazzo, anche se sappi che ti righerò la fiancata della macchina, caro Luca, vado ratto al disbrigo della pratica.

Dire
Quest' anno vorrei poter dire, tanto per cambiare, di avere un lavoro.
La mia disoccupazione risale infatti a quando venni licenziato dal ben retribuito impiego di segretario particolare alle dipendenze del doge Andrea Dandolo.
A sua volta preceduto dal compito di Rexsitter nel tardo pleistocene, incarico che mi riempiva di soddisfazioni, ma purtroppo interrotto per cause meteoritiche e glaciative,indipendenti dalla mia volontà

Fare
Un bel giretto in camper, magari fino a capo Nord, e poi tornare giù per le repubbliche baltiche, a scopo culturale, non pensate subito a secondi fini lubrichi.
Oppure un viaggio in Scozia e Irlanda, a gonfiarmi di birra e tornare a casa con la forma di Giumbolo.
Oppure una scappata ai caraibi a stravaccarmi su qualche amaca con un bel sigarone in bocca e la spocchia coloniale che mi trasuda da tutti i pori e si spande sull'impiantito della veranda.

Baciare
La mia controparte ideale: piccolina, simpatica e affatto rompiballe.
Astenersi formiche

Lettera
Caro dottore, scrivo la presente per informarla che ogni tanto do i numeri a prescindere, e non per la presenza o meno di serotonina nel mio cervello.
Sarebbe quindi cosa gradita, da parte mia, che la piantasse di prescrivermi delle specie di raudi encefalici, che non servono ad una mazza e mi fanno formicolare una gamba quando alla sera me ne sto seduto per due ore davanti ad uno schermo cinematografico.
In fede

Testamento
Lascio a voi, qui convenuti, un bel po' di libri, sperando che vi servano più di quanto sono serviti a me.




E siccome questo post non fa ridere, ecco un bel riciclo

Artura in the dark

 Ciao ,sono di nuovo io, Artura, ragazza timida e schiva, capace però di trasformarsi in leonessa quando intravede la possibilità che qualche uomo appena conosciuto possieda il pistolino e che una donna mai conosciuta cerchi di fregarle l'ultimo paio di zeppe trampolate in saldo sulle bancarelle.

Fu proprio al mercato che l'altro giorno conobbi Samantho:mentre stavo rovistando nello scatolone dei perizomi alla rinfusa,cercando quelli della De Longhi con congegno deumidificatore,vidi poco più in là un bell'omone dai tratti comanche,uguale identico ad Orso Grigio,che stava magnificando alle massaie adoranti le qualità dei suoi piatti infrangibili sbattendoseli ripetutamente sul poderoso pacco.
Non mi feci certo scappare l'occasione,ed improvvisandomi subitaneamente valletta,zompai a fianco dell'imbonitore,stringendogli con vigore lo scroto per mostrare alle presenti che il potere dirompente dell'aggeggio non era certo poca cosa e dichiarando che i piatti erano pronti per la prova lavastoviglie,cui aggiunsi il mio personale brillantante.

Quella sera io e Samantho,galvanizzato per il successo di vendite ottenuto grazie alla finezza di quella nostra rappresentazione,eravamo già molto intimi,tanto che mi propose di andare assieme a lui in un club privè.
Siccome per me era esperienza assolutamente nuova,andarci assieme ad un uomo solo intendo,non mi feci pregare:indossai i miei stivali da moschettiera con il tacco a spillo,delimitai le aree di sosta dei mezzi pesanti nelle zone erogene con l'Uni Posca e misi la pelliccia di volpe bagascia del Montana,costosissima perchè la furba bestiola patteggia sempre dei soffoconi in cambio della libertà con i cani da caccia,che quindi tornano dalla battuta sempre a bocca asciutta,diversamente dalla volpe.

Appena entrati ci facemmo strada verso il bancone del bar, dove un giovane beneducato tentò subito un timido approccio chiedendomi con un sorriso impacciato se sapessi che avevo dei bei capelli e infilandomi la mano nelle mutandine fino a metà omero;allora io,per scioglierlo un po' e togliergli le remore,gli sbottonai la patta e gli praticai un bel maniglione a discreta velocità,proiettandogli il glande nel coppettino delle olive ascolane.

Nel vedere quella scena,si alzarono dal divanetto dove si stavano annusando vicendevolmente i piedi due signori distinti:il primo ci si presentò dicendo di essere un industriale calzaturiero e il secondo si palesò come un nobile decaduto di Gorgonzola.
Entrambi distintissimi,con il monocolo alla fava,ci invitarono a fare un salto nella dark room,assieme a loro e a Veronelli,il soprannome della bionda in fondo al locale appassionata di pissing e shitting.

Io, per l'audacia della proposta,ebbi un lieve fremito di piacere,che Samantho interpretò erroneamente urlando disperato se in sala fosse presente un esorcista,e la donna delle pulizie riuscì subito a far dimenticare grazie all'ausilio di quattro coni catarifrangenti,alcune transenne,un sacco di segatura da 10kg, una ramazza e la segnalazione ad Isoradio.

Attraversando il corridoio dei becciatoi delle garçonnières, notammo che alcune porte erano state lasciate aperte a bella posta: c'era la stanza del fist-fucking,dove gente dagli occhi di tigre si prodigava a concludere l'incontro nel colon di una ragazza di intermezzo round; c'era l'angolo del bukkake,dove un tizio nudo con basco a sbuffo,tavolozza e pennello stava componendo sulla faccia della propria partner un paesaggio fiammingo,bello ma forse un po' troppo monocorde, con colori atossici;c'era la camera dello spanking,dove vigorosi colpi di battipanni segnalavano la presenza della nonna della candeggina Ace che,quando la nipote sbagliava candeggio,anzichè le lenzuola matrimoniali provvedeva a che fosse il culo di quest'ultima a fare STRAAAAP!
C'era poi la stanza degli esibizionisti,chiusa a chiave e con il cartello non disturbare.

In fondo ecco la dark room:entriamo distinguendo a malapena alcune sagome rischiarate dalla lama di luce da noi lasciata filtrare e poi ci chiudiamo l'uscio dietro le spalle.
Ora il buio è totale:non riesco più a trattenermi dalla foia e mi butto a pesce dove avevo intravisto il letto,aspettando di ricevere misterioso piacere per ogni dove.
Nei successivi quindici minuti il mio bilancio è di tre uccellate in un occhio,una testata nello spigolo del comodino e una sega alla piantana.
AHHHHHH che goduria! Adoro il sado-maso!
Poi,cercando di raggiungere il punto da cui sembrano biforcarsi una dozzina di gambe maschili,otto femminili e quattro zampe di provenienza apparentemente plantigrada,afferro un membro .
Che cos'hai qui briccone!Due palle e uno scopone!
Sto per farne tesoro quando mi accorgo dell'impugnatura inequivocabilmente di forma anatomica:mio fratello.
"Ginestro!Che cazzo fai qui?"
"Porc! Artura! Tu piuttosto che cazzo fai qui.Anzi no,scusa,che scemo:che cazzo non fai"
"Beh,sai com'è:stavo cercando il bastone da lavar per terra e questo credevo fosse il ripostiglio.
E tu,che ti sei sempre arrangiato da solo?"
"Guarda,lascia perdere:ho provato a variare il mio bilancio sessuale ma fino adesso ho solo variato dieta e senso di transito rettale.Direi che ci ho guadagnato dalla spina e dal tappo".
"EHI!VOI DUE! PARTECIPATE O FATE CARRAMBA CHE SORPRESA?"
"Vieni Ginestro,andiamocene,che intanto mi sto annoiando".
"Ok sorellina.Ehi,stai attenta che qui c'è appiccicaticcio"
"Si,lo so.E' della piantana"