sabato, 29 dicembre 2007
author: Conigliolo @ 20:00
category: mutant chronicles
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Il Cialtrone stava rientrando a Carfax.
Negli ultimi tempi era rimasto parecchio assente dall'abbazia, tutto preso nei suoi affari di defiabatore natalizio: sotto le feste egli aveva infatti un lavoretto presso un grande centro commerciale, che consisteva nell'avvicinare i genitori delle allegre famigliole transitanti in mezzo ai negozi e spronarli all'acquisto, minacciando di raccontare la verità ai bambini su Babbo Natale, Gesù Bambino e la Befana.
Era un simpatico modo per fidelizzare i clienti, e poi lui lo faceva soprattutto per il piacere sottile di vedere i piccini prorompere in lacrime in alcuni casi, andare a stracciare le balle ai grandi in molti altri.

Giunto che fu nella dimora avita del Conte Nebbia, e posato il mantello nell'anticamera, sentì provenire dal fumoir le note sensuali di una danza ed, incuriosito, si introdusse nel locale: la scena che gli si parò davanti fu quella di una ballo appassionato a tre, con la Dark Lady che volteggiava fra le braccia di un nuovo dandy mutante, che poi conobbe con il nome di Santino, e quelle del Conte.
Dapprima invitato ad unirsi al tango, offerta che il Cialtrone, con una delle celebri battute che lo avevano coperto di gloria ai tempi dell'asilo facendogli fare per tre anni merenda da solo, declinò dicendo di preferire il supertele, chiese il motivo di tale immonda gazzarra, sempre che un motivo, a parte le Turmak farcite, ci fosse.

Venne subito ragguagliato sugli ultimi sviluppi della situazione lì all'abbazia, che avevano visto il conte soccombere all'incontro con uno spirito natalizio, fino a ridurlo inerme con la bava alla bocca a fare l'imitazione perfetta di un sifone da seltz, e poi prontamente soccorso dall'intervento della Dark Lady , che lo aveva ridestato a nuova vita,  grazie alle potenti pratiche negromantiche, ad un bel sorsone di assenzio ed al consueto culo.
Il ballo era solo per festeggiare degnamente il suo rinvenimento in sensi, emaciato e bianco come ai bei tempi in cui, da giovane, tassidermiva gli opossum per diletto.

Il Cialtrone, felicitandosi per la felice conclusione della disavventura con il suo padrone e maestro, disse però che adesso era ora di smetterla con quella cagnara, aggiungendo, con uno dei motti di spirito che tanti schiaffi, bicelle, lopez e vecchiette gli aveva guadagnato a scuola con i più grandi,che era più adatta per un can-can, e invitando i presenti a pensare da quale misteriose profondità del tempo e dello spazio fosse venuto il misterioso ectoplasmatico perturbatore della quiete comitale, e soprattutto chi ne fosse il mandante.
-Potrebbe essere una nostra vecchia conoscenza, come il dottor Smagneto, stanco si limitarsi a sbagasciarci le schede SIM, oppure un nuovo arcinemico venuto da un'altra dimensione. Dobbiamo indagare, per non essere di nuovo colti alla sprovvista-
- Ben detto. Intanto però chiamiamo ad adunanza tutti i mutanti ed avvertiamoli del pericolo- disse il Conte, -Presto, alle giacche! -
- Ehi!- proruppe il cialtrone, - Non così in fretta. Giusto adesso sta per iniziare il film uncensored ed unplugged dei Teletubbies-
giovedì, 27 dicembre 2007
author: Conigliolo @ 14:34
category: oggi in edicola
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Io l'avevo detto.
Dopo il calendario dei preti, ci mancava quello delle suore.
Et voilà.
E non sono monache semplici, ma addirittura Abarth: cistercensi di clausura.
Eccole infatti, con posture semplici e divote, testimoniare le loro attività all'interno dell'istituto religioso:



Qui le vediamo intraprendere una sezione di karaoke all'interno del monastero, accompagnate da suor Dolcenera al piano: in particolare paiono essere intente a cantare "Barbie girl", indimenticata melodia degli Aqua.




Qui invece, la badessa, suor Macista, legge le convocate per l'incontro valevole per il campionato di rosarione a coppie interregionale contro il monastero di San Calcagno.
Sotto vediamo la formazione al completo, compreso anche il coach/massaggiatore Don Pigiala.





Qui abbiamo suor Picassa che pitta una tela di soggetto religioso usando il peloso giardiniere come modello per Santa Ildegarda, martirizzata con la ceretta a freddo.





Qui invece c'è suor Fangia che inanella record su record nei giri di qualifica con il suo kart Benedetto 16 valvole per il prossimo gran premio di formula trino
lunedì, 24 dicembre 2007
author: Conigliolo @ 20:15
category: considerazioni molto importanti, ohibò
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E' proprio vero che metà del mondo non sa come vive l'altra metà (proverbio del cazzo che ho inventato adesso adesso per l'occasione; spero di aver reso l'idea).
Ero qui al pc bello tranquillo (io, bello tranquillo, non il pc), senza avere un solo pensiero al mondo, se non quello di non ingozzarmi troppo domani, quando ad un certo punto, sfruculiando fra le foto di Flicker, ho avuto un tuffo al cuore.
Il buon Charliecappa aveva postato una fotografia che sembrava appena uscita da qualche demonologia antica: e questo sarebbe ancora niente, se non si trattasse di abomini con cui viene a contatto ogni giorno per cause lavorative.
Certo, il Charlie è giovane,il cuore è saldo ed il coraggio non gli manca, ma ciò non diminuisce la mia pena e le mie ambasce che provo nei suoi confronti, dapprima come essere umano e vieppiù come amico.
Capita infatti, che quest'uomo, che mi si è svelato soltanto ora in tutta la sua presumibile integrità morale e saldezza nervosa, debba lavorare, per giunta in ore notturne, in un hotel che ha il coraggio di reclutare, annidati tra la sua mobilia, simili orpelli:

                              

Abbiamo, nell'ordine:
  • Due busti di musicisti, pare Shubert e Puccini, con la tracotante sicumera di un paio di ragazzini che raccontano le loro prodezze sessuali al bar: "Ci siamo appena trombati Manon Lescault", sembrano voler dire con quelle faccione tronfie da sopra l'armadio;
  • Un capodimonte con i due gatti dalla bruttezza deforme e dalle facce più assurdamente e ridicolmente stupite che si siano mai visti;
  • Il troncone di un faraone, verosimilmente Tuthankhamon, che sembra piuttosto contrariato ed a disagio sopra ad una colonna di qualche pianerottolo di un albergo di Pordenone piuttosto che trovarsi come di dovere in una sala di un museo egizio; ed infatti porta sfiga al solo guardarlo;
  • Il vero chef d'oeuvre di tutto l'arredamento: una statuina di porcellana che nel cuore dell'artista voleva essere forse un orso circense, ma potrebbe essere qualsiasi cosa vagamente zoomorfa esistente al mondo. Trattasi palesemente di un manufatto dall'intrinseca malvagità, con la cui influenza  pare capace di attirare, in menti deboli, malefatte capaci di tingere la luna di sangue;
  • Un buddha, teorico latore di serenità e allegra giuocosità all'ambiente, che invece ha l'espressione di un contadino pervertito e ciucco delle campagne toscane e a cui non volterei le spalle nemmeno per isbaglio;
  • Un babbo natale versione standard, con però forse la novità della slitta trainata da paperelle
  • Un babbo natale in mise blu ad alberucci e stellette che sembra essere partorita da Missoni in acido
In questi giorni, in cui le condizioni operative di molti lavoratori sembrano essere tornate alla ribalta, mi sembra giusto puntare il dito contro quei vigliacchi dei padroni di questo hotel che lasciano in balia di tali suppellettili, offensive del più elementare buon gusto e palesemente minacciose, il loro personale qualificato.
Fatti forza, amico mio: adesso tutti sanno e non dovrai più soffrire in silenzio.
venerdì, 21 dicembre 2007
author: Conigliolo @ 20:07
category: recensioni coniglie
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Recensione di Bunny G. Fava Stiappona

Allora.
In un mondo parallelo al nostro, tanto per rimanere sull'originale, le persone sono accompagnate da un avatar animale, tipo splinder, che si chiama Daimon(del resto daimon ar a gorls best frienz, come dice la canzone).

C'è questa bambina Lyra (ricordiamo che il libro è stato dato alle stampe prima dell'avvento dell'euro), che, come tutti i bambini, ha un daimon, oh oh oh daimon, scusate ho avuto un attacco di Via Verdi, piuttosto mutevole, tramutandosi di volta in volta in furetto, gatto, volatile non meglio identificato. Comodo.
Assieme agli amici frequenta il college Jordan, e pare essere la nipote del Rettore, che ha come daimon non un cobra (non si tratta infatti della celebre Donatella), ma una specie di puma, o un altro felino del cazzo.
Questo rettore è fissato con una specie di polvere che porterebbe in un'altra dimensione, e non si capisce come mai come daimon alla fin fine non abbia un lapo; ma stai bravo con la polvere e pensa ai bambini che spariscono.

Sì, perchè dal circondario inizia a succedere questo, e prima che venga interrogato il prete più vicino e il tg5 inizi a sfrantecare le palle con un nuovo caso giornalistico, ecco balzare fuori una certa mussola d'oro, Miss Coulter, pettinata con lo strutto e daimonizzata con una scimmia(probabile retaggio di una qualche sua dipendenza), che invita la piccola Lyra ad una spedizione artica, come sua assistente personale.
E certo, perchè no.
Prima di partire, le viene donata dallo zio una bussola, detta aletiometro (sodium penthotal per gli amici) capace di dire la verità, se interrogata.

Tramite questa ammenicolo, la bambina viene a sapere che la Coulter è sua madre, e che i bambini, tramite l'operato dei perfidi Ingoiatori, vengono sotto sottoposti, in un sedicente istituto benefico tipo San Patrignano, a bukkake, circoncisione, intercisione, cioè vengono privati del daimon (sciain on iu cresi daimon, tra l'altro), per non meglio specificati motivi, ma pare c'entri la solita polvere.
Allora aiutata dai Giziani, piramidali impiccioni, scappa dalla casa della donna e grazie all'aiuto loro, di un orso ubriacone corazzato, di una strega di nome Peccala e del texano del Grande Lebowsky che guida due coglioni volanti (giuro, è tutto vero, non mi sto inventando niente), riuscirà a liberarli e a lasciare spazio per il secondo meraviglioso episodio di questa fantastica allegoria sul mondo della droga, in cui probabilmente gli sceneggiatori finiranno le scorte di LSD.
lunedì, 17 dicembre 2007
author: Conigliolo @ 17:23
category: la tribù dei vacaputanga, ohibò
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Benissimo.
Dopo il leggendario Partito dell'amore, fondato ai suoi tempi da Gianni Shicchi, Cicciolina e Moana, adesso un'altra rendipassera a saldo, tale Federica Zarri, decide di buttarsi in politica,rovinandosi il buon nome, fondando un circolo delle libertà a Lecco.
Dicendosi folgorata da Silvio Berlusconi e Michela Brambilla (quest'ultima presumibilmente con l'ausilio di apposita cintura fallica), ha voluto prendendosi a cuore, tanto un po' per cambiare posto, le sorti del suo settore lavorativo, prospettando già le linee guida della futura legge che porterà il suo nome.

Innanzitutto festival di film hard patrocinati dal ministero dei beni culturali, in modo che i soldi pubblici non vengano sprecati per restaurare magari quadri del Tintoretto, ma per il più elevato scopo  di spingere, e con colpi ben assestati, le prestazioni attoriali di Amanda Stracciamutanda che, grazie alla collega Zarri, magari potrà finalmente lavorare in Italia alla luce del sole, invece di sentirsi colpevolizzata ad offrire in olocausto il tafanario per le grame plaghe ungheresi o polacche.

Fantasioso anche il paragrafo delle norme contrattuali, che prevede non si possano girare più di tre scene hard a pellicola.
I casi sono due: o l'astuta performer non ha capito che chi vede i suoi film è disposto a chiudere un occhio sulla recitazione e sull' intreccio narrativo, oppure deve pensare che per un bel raspone possano essere sufficienti tre ciancicate copulette.
Inoltre la legge definirebbe il compenso minimo per gli attori in 6.000 euro a cranio (si fa per dire) per le femminucce e 5.000 per i maschietti.
A parte il fatto che trovo la differenza profondamente ingiusta, si potrebbe sapere di grazia quanto prendono adesso? Cioè voglio dire, queste cifre consistono in un aumento, immagino, ma di quanto? Sono indicizzate al carovita o la Zarri pensa che la sua patafiolla all'aria valga 6 testoni così d'amblè?

Poi si mette a discettare anche sui disco-sex (che cacchio è un disco-sex? Il primo che me lo spiega avrà un 45 originale di Amanda Lear, anzi no, fossi matto, avrà la mia imperitura riconoscenza), dove ci dovrà essere almeno uno spettacolo tenuto da una pornostar ogni settimana.
Ma perchè, adesso cosa ci succede lì dentro? Teatrino di pupi siciliani? Retrospettive su Jacques Tatì? Sagre della melanzana ripiena?
Ma poi chiarisce dicendo che potranno chiamarsi pornostar, con qualifica ben stampigliata sulla carta d'identità, solo coloro che hanno almeno girato un film in Italia.
AHHHH (è una esclamazione di disvelamento mistero, non fatevi subito idee strane)!
Ora sì che ci siamo!
E' tutta una manovra per fare figli e figliastri tra attrici, spogliarelliste e pole- dancers: ed io che pensavo foste una per tutte, tutte per una
Vergogna Zarri: da un partito di ampie vedute come il tuo non me lo sarei mai aspettato.
lunedì, 17 dicembre 2007
author: Conigliolo @ 13:59
category: considerazioni molto importanti
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Ieri sono andato al mercatino dell'artigianato a Genova.
C'erano un sacco di luci e colori, e pensavo a come mi sarebbe piaciuto andarci da bambino: chissà quale magia mi sarebbe sembrata scaturire da quelle bancarelle, invece di pensare che tutto sommato i bancarellari sono alla fin fine dei comuni negozianti ed io ai loro occhi sono un pollo da spennare.
Ed invece mi sarebbe sembrato tutto una meraviglia.
C'è anche da dire che io sono tanto tonno da essermi creduto fino a 12 anni che esistesse Gesù Bambino (io ero un pasdaran di quest'ultimo, e guardavo con sospetto il nordico Babbo Natale): tutti i miei compagni a prendermi per il culo e a dirmi guarda fesso che i doni li portano i genitori, ed io niente, imperterrito a pensare che se erano così cattivi, recalcitranti e disubbidienti da non ricevere doni nemmeno da quel cazzone di Santa Klaus, allora erano veramente dei poveracci.
Fiutai finalmente puzza di bruciato quando, sotto le feste, trovai un'autopista nell'armadio nei miei: o mio padre aveva avuto un attacco di infantilismo piuttosto preoccupante o cadeva tutto un castello di credenze.
Mio padre dimostrò di essere interessato solo alla guida della 127, ed io trassi le debite conclusioni.
Non fosse stato per quell'autopista, malamente nascosta (ed in effetti era difficilmente occultabile), probabilmente spedirei le letterine agli angeli ancora adesso: grazie Polystil.
Quello che però mi viene da pensare è: ci saranno ancora dei familiari con tanto tempo e voglia di imbastire queste favole ai loro piccoli?
Ci saranno, nell'era di internet, bambini tanto innocenti da credere a simili illusioni?
Oppure romperanno le palle ai genitori perchè gli comprino i gormiti già i primi di novembre?
Ci sono ancora dei bambini in giro, porcapaletta, o si fanno le seghe già alle elementari?
venerdì, 14 dicembre 2007
author: Conigliolo @ 20:34
category: considerazioni molto importanti
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Leggo da Repubblica che qualche genio si è accorto che al Motor Show di Bologna, a presentare le macchine, c'è un sacco di ragazze in abiti succinti, e se ne è risentito per la perdita di prestigio di tutto l'ambaradan.
Che figura ci facciamo nei confronti di altre kermesse straniere similari, si sono domandati 'sti geni?

Signori, da che mondo è mondo, il binomio donne e motori è inscindibile.
Non si può mettere una macchina nuova davanti ad una torma di ragazzini, a volte solo nel cervello a discapito della vera età anagrafica, e farla presentare da un anziano che fuma la pipa; bisogna metterci la stragnocca che si struscia languida sulla carrozzeria come se a non farlo ne andasse della sua stessa vita.

Così gli ormoni degli astanti fibrillano vieppiù e pensano, i giovani mentecatti, che, acquistando quel particolare modello di scatoletta superaccessoriata e col motore di un razzo missile, otterranno in cambio lo strusciarsi perpetuo sulla lucente carrozzeria di un simile modello di femmina,o almeno di una di pari qualità, o alle brutte anche di un mezzo cesso(ma sempre dotata di gnugna©).
Il che può essere anche vero, per l'amor del cielo, ma anche no. Del resto dei pirla dei genere si meritano solo di trovare un simile esemplare di femmina turboricettiva, che appena trovano l'amico che sotto il culo ci ha due cavalli in più, li lasciano con una mano sul cambio e l'altra sul pacco(la mano è del turbofesso).

Nessuno vuole rimorchiare un anziano con la pipa. Non ci sono gerontofili al Motor Show.
Non che sia ad essi vietato l'accesso, ma proprio è una categoria che non va a simili manifestazioni; è più facile trovarli alla Fiera del pannolone, alla Sagra della comoda, alla Biennale della prostata(mai come in quest'ultimo caso i maniaci li trovi tutti al cesso).

Quindi, care teste a pinolo, è inutile che vi scandalizzate tanto e discettiate sulla serietà della manifestazione.
E' come se io ieri sera, andando al cinema a vedere Hitman, film tratto da un videogioco per la Play, a metà proiezione mi fossi alzato in piedi e mi fossi lamentato del fatto che un pericolosissimo e ultrasegreto sicario non possa andare in giro indisturbato in giro con un codice a barre tatuato sulla pelata senza essere sgamato dalla pula dopo 15 secondi.
E dai caramba, dopo meticolose indagini.
giovedì, 13 dicembre 2007
author: Conigliolo @ 14:17
category: ohibò
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Oh, bene!
Era ora che gli scienziati ci pensassero!
A fare il gatto fluorescente dico.
Così, se di notte decidiamo di alzarci da letto per una pisciatina, siamo sicuri di non pestargli la coda.
A Chernobyl la natura è rimasta decisamente indietro, facendo nascere soltanto degli inutili lupi mangiatori di cani e rondini albine.
E che cacchio ce ne facciamo?
Certo, sono passati solo 21 anni dall'esplosione del reattore, e nel tempo che il plutonio dimezzi le sue radiazioni passerà un po' di tempo, in cui vedremo ancora parecchie novità faunistiche.
Come dire, non andate in ferie lì nei dintorni per i prossimi 373mila anni.
Però diamine, ci aspettavamo qualcosa di meglio e di più che qualche uccellino bianco, che tra l'altro deve essere anche carino e ti invoglia quasi ad avere una centrale nucleare vicino casa, possibilmente guasta, pur di poterlo vedere svolazzare davanti casa.
Del resto è parecchio che ce la menano con il fabbisogno energetico di qua, la crisi petrolifera di là, e la Francia su e la convenienza giù; quindi prima o poi sono sicuro che la snella e rassicurante silhouette di qualcuno di questi impianti comparirà anche da noi.
Nel frattempo avremo tutti il nostro bel micio fluorescente, il cane che non sbava, il criceto che non morde, il leghista fluorescente che non sbava e non morde, il pesce rosso che vive 80 anni.
E se siamo proprio fortunati, non diciamo niente e lasciamo che la scienza segua il suo corso,ben presto nasceranno anche scienziati geneticamente progettati per andarsene affanculo.
lunedì, 10 dicembre 2007
author: Conigliolo @ 20:07
category: raccolta differenziata
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300

Scheda tecnica di Bunny G.Fava Stiappona

Premessa:

Il film si ispira a reali vicende storiche: nel 480 a.c. 300 spartani,capeggiati dal re Leonida, fronteggiano al passo delle Termopili un esercito di forse 200.000 uomini del re persiano Serse, rallentandoli e scuotendo le coscienze del resto delle polis greche quel tanto che bastò per farli successivamente sconfiggere e impedirne l'invasione della penisola.
Alcuni storici dicono che l'impresa degli spartani fu possibile perchè i nemici, guidati da generali dei carabinieri, furono fatti combattere in una stretta gola, con il sole in faccia, il vento a sfavore, in tenuta da neve e con gli scudi di tela cerata. Gli spartani, dopo averne ammazzati 40.000, morirono di un'epidemia di varicella.

Altri (Max Bunker), sostengono invece che Leonida fosse un ciccione cagasotto che appena vide i soldati asiatici scappò a perdifiato, ma rimase incastrato con l'enorme culone nella stretta gola, ed ebbe le chiappe tempestate di frecce finchè non ostruì completamente l'accesso al passo alle truppe nemiche.


Trama:

Un bimbetto, educato a menarsi con i suoi coetanei fin dalla tenera età, per apprendere le arti del combattimento, come è uso nella rigida educazione marziale della sua città, anni dopo riceve il battesimo del fuoco abbattendo un lupo di Chernobil durante una tempesta di feta, così comune nella Grecia meridionale.
Diventerà il re Leonida, che all'inizio della storia accoglie una delegazione di emissari di re Serse: il colorito manipolo di ambasciatori, comprendente un negro pieno di piercing e quattro tizi in costume da pierrot, ma più pacchiano, vanno subito lì a fare i bulli e a pretendere aria e terra, e magari una fettina di culo, che si capisce subito che aria tira in Persia.
Ma Leonida, senza por tempo in mezzo, prima li fa insolentire un pò dalla moglie, prendendo in giro quei cazzo di musulmani con un millennio di anticipo, poi li scatafonda in un pozzo che potrebbe contenere la Morte Nera.
Indi va in cima ad una montagna, per chiedere consiglio a cinque vecchi sporcaccioni, a cui tra l'altro una sciacquata di Topexan alla mattina farebbe un gran bene.
Costoro, in combutta con Terrone, il diplomatico della città di chiare origini meridionali, dopo un rito basato nel drogare una modella anoressica per limonarsela, proibiscono al sovrano la partenza per la guerra.

Ma Leonida va dove lo porta il cuore, e dopo una notte passata a far inturgidire i capezzoli alla regina Gorgo, discendente da una famiglia di idraulici, la mattina successiva raduna i 300 soldati spartani più somiglianti ai ragazzi della Compagnia delle Indie, e li arringa:-"Spartani, le armate di Serse ci attendono:preparatevi alla gloria!"
E i valorosi, in coro:-"Gloria! Manchi tu nell'aria! Manchi ad una mano che lavora piano!"
Poi partono, in mezzo ai campi di grano e allo stemma del Mulino Bianco in alto a destra.

Arrivano così al terreno predisposto per lo scontro, il passo dele Termopili, una gola in mezzo a due alti speroni rocciosi ,adiacente al braccio di mare dove staziona la flotta di Serse.
Quella sera una tempesta flagella la costa e fa affondare un sacco di navi, i cui equipaggi muoiono inesorabilmente portati a fondo dal peso dei piercing.
Ma il giorno dopo la battaglia inizia, e i 300 guerrieri di Sparta, aiutati solo da un' altro contingente di greci equivoci bardati da un'imbragatura di cuoio, sostengono il primo urto della battaglia, facendo salsetta dei primi nemici.
Seguono scene di arroganza e machismo tipicamente spartani, come la gara a chi ha il pennacchio più lungo, e barzellette da caserma, cioè ci sono un persiano, un ateniese e uno spartano ecc...ecc...

Gli asiatici mandano allora le armi segrete, tipo gli elefanti e un robo enorme che sembra un rinoceronte ma in realtà deve essere un antenato del leghista Boso, prima che la specie avesse un'involuzione morale ed intellettuale.
Tutto inutile: i pachidermi finiscono in mare e il protoBoso viene abbattuto prima ancora che riesca a dire "federalismo".
E' il turno poi dei figuranti del carnevale di Venezia armati di bombe a mano (fu dai persiani che i cinesi presero la polvere da sparo e le stelle filanti), ma anche le controfigure sovversive di arlecchino non riescono minimamente a fare breccia.

Ad un certo punto si scomoda Serse in persona, per trattare con Leonida.
Arrivato al rendez-vous con la sua sobria utilitaria, molto meno appariscente di una qualsiasi GTI16V odierna, e da cui Bokassa,tanti secoli più tardi, trarrà più di uno spunto per la propria incoronazione, il potentissimo persiano, imperatore della Persia, conquistatore di immense distese asiatiche, vincitore della gara delle schiacciate nel campionato mesopotamico, vocalist e animatore del Mucho Macho di Ninive e collezionista di piercing,propone al rivale condizioni vantaggiosissime per la resa, anche in comode rate mensili.
Pretende però che quest'ultimo si inchini a lui, riconoscendolo come dio-re, e cercando, in modo piuttosto infingardo, di buttarglielo nel culo nel mentre che lui si è girato a pensarci.
Ma Leonida è irremovibile:-"Mi dispiace, ma il papa non approverebbe, nè l'una nè l'altra cosa. Niente di personale, ma attaccati a 'sta minchia. Scherzavo, era in senso metaforico."

Così il giorno dopo Serse gli scaglia contro la sua guardia personale, gli Immortali, cioè dei lazzaroni vestiti da ninja con la maschera tipo quella della tragedia che trovate in teatro ai lati del sipario.
In mezzo a loro c'è Sloth dei Goonies.
Anche loro fanno una brutta fine.
Gli spartani sono caricatissimi: ormai si abbandonano a gesti sprezzanti di derisione nei confronti del nemico, come fare davanti a questi il gesto di aprire e chiudere le imposte, e dando fuoco ad una copia originale di Prince of Persia per Playstation.
Anche il re greco inizia a sperare nella vittoria, anche se teme ancora molto un lancio di gatti o di tappeti.

Purtroppo però uno spartano, scartato dalla pugna perchè deforme ed incapace di maneggiare adeguatamente uno scudo, per vendicarsi va da Serse, a bordo del suo kangoo, e, abbacinato dalle fighe strepitose dell'entourage, e dai loro piercing nei posti più impensabili, decide di tradire i compatrioti, svelando la pista segreta da motocross che conduce alla sommità del passo.

Nel frattempo, a Sparta, la regina Gorgo, per riuscire a convingere il consiglio cittadino a fare intervenire l'intero esercito nella guerra, giunge a compromessi con Terrone, tenendo fede al proprio nome, e guadagnandosi anche quello di Mulinello e di Risucchio.

Alle termopili è ormai giunta l'ora dell'estremo sacrificio:i 300 sono accerchiati e sovrastati dagli arcieri asiatici.
Leonida galvanizza i suoi:-"Spartani, preparate la colazione e mangiate in abbondanza, perchè stasera ceneremo nell'Ade!"
Gli Spartani uralano di gioia, perchè questo vuol dire quasi sicuramente che ci scappa un bel pranzo in trattoria.

Arriva a fronteggiarli ancora una volta Serse, e un emissario propone l'estrema offerta di resa, che sulle prime l'avversario sembra accettare inginocchiandosi;poi però improvvisamente impugna la lancia e al grido liberatorio di "VAFFANCULO, A ME PIACCIONO I TATUAGGI!", la scaglia contro il re persiano, strappandogli un piercing dalla faccia.

Questo è troppo. Segue l'inevitabile massacro dei valorosi achei.

Un anno dopo, 10.000 spartani assieme ad altri 30.000 greci, sconfissero l'esercito asiatico, che da quel giorno si convertì all'hennè.
sabato, 08 dicembre 2007
author: Conigliolo @ 20:54
category: la tribù dei vacaputanga
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Da Repubblica di oggi:

Mentre in Kenia viene scoperto il cobra che, sputando, può uccidere 20 persone, a Bergamo c'è un uomo che, sputando, può rincoglionirne migliaia.
Trattasi dell'Umberto che, nel parlare (si fa per dire) di schiavismo e colonialismo, a suo dire applicato sul popolo padano, avverte lo stesso di prepararsi ad attaccare e di tenersi pronto a rischiare la vita.
Il discorso del popolare John Brown di Gemonio, fatto alla presenza di migliaia di Kunta Kinte lumbard, ne ha scosso gli animi e ha fatto si che molti di loro spezzassero le logore e taragne catene che li legano alla ricevuta fiscale e tornassero a casa con un'accresciuta coscienza di classe A, con antislittamento e vavigatore satellitare.
Cosa che beninteso, non si può assolutamente tollerare.
Se andiamo avanti di questo passo, nelle valli lombarde prima o poi incominceranno a bighellonare in gippone, ad ubriacarsi, a delinquere e a dare fastidio alle nostre donne.
E i risultati del lassismo sono, infatti ed ancora una volta, sotto gli occhi di tutti: a Torino, un autoctono ebbro alla guida, ha investito, uccidendola, una donna romena.
Immediate le proteste del governo del paese balcanico, che ancora non si capacita come in Italia, approfittando del fatto che il paese risulta essere ormai membro dell'unione europea, non si possa o non si voglia porre un freno al fenomeno al consumo di bardolino da parte di una minoranza della popolazione.
Il governo italiano, pur stigmatizzando il fenomeno, ha però ribattuto precisando che non tutti i lumbard sono delinquenti, e anzi, molti di loro, pur privati del loro ambiente naturale d'origine, che è quello dei dehors dei bar da aperitivi, riescono comunque ad integrarsi perfettamente nella società ed a diventare chi dentista, chi dottore, chi addirittura tutte e due le cose assieme.